E’ davvero così malvagio lo spot della pesca dell’Esselunga?

E' davvero così malvagio lo spot della pesca dell'Esselunga?
Lo spot dell'Esselunga è davvero così inappropriato? O voleva semplicemente suscitare un'emozione pura? Leggi cosa ne penso.

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In questi giorni girano molte polemiche sui social e non, per l’uscita del nuovo spot dell’Esselunga, realizzato dall’agenzia creativa “Small” di New York. Ma è davvero necessario fare polemica su qualcosa che voleva far suscitare un’emozione positiva?

Lo spot dell’Esselunga: il racconto di una famiglia

Nella pubblicità viene raccontata una storia in cui una madre e sua figlia Emma, di pochi anni, fanno la spesa insieme. La bambina, visibilmente rattristita, desidera una pesca e la madre acconsente alla sua richiesta.

In una scena successiva, il padre di Emma passa a prenderla a casa, in quanto i genitori sono separati. Emma tira fuori dal suo zaino la pesca e la consegna a suo padre con la frase “te la manda la mamma”.

In risposta, il padre dice che “più tardi avrebbe chiamato la madre per ringraziarla”. La scena finale trasmette il desiderio della bambina di voler vedere i genitori di nuovo insieme, tramite questo gesto. È da questo punto che scaturiscono le controversie e i dibattiti.

Le polemiche sullo spot

Sono nate molte controversie su questo spot, alcune persone sostengono che la storia di Emma “risveglia sofferenze in chi ha provato l’esperienza della separazione” e che un gesto simile purtroppo non cambia situazione e dà solo false speranze. C’è chi addirittura ha insultato in modo volgare e feroce la bambina protagonista dello spot.

Questa rabbia sembra inspiegabile, considerando che la pubblicità rappresenta semplicemente la situazione reale di molte famiglie, che affrontano le difficoltà della separazione dei genitori e tutte le complessità che questa situazione comporta per ogni membro della famiglia.

La semplicità delle emozioni

Perché non ci lasciamo emozionare in modo semplice ogni tanto? Perché è sempre necessario polemizzare su ogni cosa, anche su una storia con un significato così semplice e puro?

E’ ovvio anche che se i genitori sono separati un motivo c’è, ma non è di questo che parla lo spot, il punto è focalizzato totalmente su un’altra cosa: la visione di una bambina.

Una bambina che non pensa al perché, al come, ai significati intrinsechi e a tutto quello che un adulto potrebbe pensare. Un bambino desidera soltanto vedere mamma e papà tornare insieme e ritrovare l’amore, per poter tornare ad essere una famiglia unita.

C’è chi pone l’attenzione sul carrello della spesa, che molte famiglie neanche possono permettersi di fare. C’è chi parla di non mettere in mezzo le sofferenze dei bambini (che poi, quanti spot vediamo che usano proprio la sofferenza e la compassione per coinvolgere il pubblico?) come mezzo pubblicitario.

Lo spot è molto più basic: voleva suscitare un’emozione pura e semplice, senza andare a toccare altri argomenti non necessari in quel frangente di racconto, in un mondo tra l’altro dove molte pubblicità fanno vedere una situazione familiare idilliaca e artificiale.

Purtroppo ormai cerchiamo il malvagio, la polemica e la lamentela su ogni argomento. Forse dovremmo essere più sereni e goderci quei 2 minuti di piccole emozioni così come sono, senza fare uscire un male che in realtà non esiste, che già di cattiverie ce ne sono in giro abbastanza.

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